Dopo la Rivoluzione Francese del 1848 che portò alla nascita del Secondo Impero, il nipote del Bonaparte, futuro Napoleone III, proprio perché consapevole della volubilità delle piazze, le stesse che inaugurarono le festanti ghigliottine decapitando un re per eleggere prima un Comitato di Salute Pubblica terrorista guidato da un "Avvocato del popolo" (a ogni secolo il suo) e poi un novello Cesare con l'Augusto annesso (ossia lo stesso Luigi Napoleone), fece modificare l'urbanistica di Parigi in primo luogo proprio per impedire le rivolte popolari e agevolare il controllo militare. Limitando l'estensione delle piazze, sostituendo i vicoli e le strade medievali strette e tortuose con enormi boulevard non era più possibile isolare i quartieri e le vie di comunicazione con le barricate, ma nel XXI secolo, tutto ciò non è più necessario, l'ingegneria civile è stata sostituita da quella sociale, sicché scendere in piazza oggi per sovvertire l'ordine, o meglio, il disordine costituito, è completamente inutile. Il sistema ha giocato di anticipo perché padrone del discorso e ha utilizzato i "freikorps" imbruttiti di questo secolo come truppe ignare - figlie del paterno ed eterno Mattarell(o) e di sua maestà il Corona V(a)irus - per disinnescare ogni istanza di protesta al principio (attirando su di loro l'odio e la paura dello stesso "popolo") e predisporre (come nel 2020) la militarizzazione della società, che dovrà così prepararsi ad affrontare soggetti "inediti" e una guerra "ibrida" (per citare il vangelo delle nostre istituzioni) mondiale che non farà prigionieri, solo martiri e infedeli. E i tempi di guerra, come già abbaiano i canidi del Potere, richiedono non uomini di pace ma Generali...che citofonano per farsi sentire dai loro sordi soldati. Chi si sarebbe sognato di fermare i fascismi di destra e di sinistra del 900 con le manifestazioni e gli scioperi? Sono proprio le manifestazioni in piazza e gli scioperi che hanno creato il fascismo e quindi il totalitarismo nazista e quello sovietico. Il corpo delle dittature non è mai stato quello dei dittatori, ma è sempre quello del popolo. Ma è questa una lezione di Storia impossibile da apprendere per un popolo che ha ballato vilmente sul cadavere del dittatore dopo che per vent'anni gli ha suonato la musica e che per i vent'anni precedenti gli aveva lastricato la strada.
Nel 2021, l'unica protesta sorta spontaneamente (non in piazza, ma nei porti, dove merci preziose come le armi erano e sono essenziali per oliare il business delle Crociate moderne) e che veramente poteva creare qualche grattacapo al Divino Pastore di Goldman Sachs di turno, venne sabotata da una sola persona, nominata dagli stessi padroni del discorso (attraverso le telecamere e le attenzioni mediatiche) falso leader di tutti coloro che non si sono inginocchiati ai governi Conte-Dracula, è stata la prima a mollare (in barba allo slogan calcistico da recitare al posto dei Pater Noster) e mandare in pace come il sacerdote della Domenica o il televirologo in quel momento titolare quei pochi che proprio non potevano accettare il requiem che era stato suonato per tutti.
Non si può purtroppo evitare la Guerra che ci hanno preparato né con le dotte conferenze e interviste autoreferenziali né con ignoranti manifestazioni tele-guidate, perché il problema non è mai stato nei presidenti draconiani o fruttaroli di cosanostra, non sono loro infatti il corpo dei totalitarismi attuali, quei corpi, nel migliore dei casi, ce li abbiamo intorno, nel peggiore, siamo Noi.
Corpi vuoti riempiti per decenni dalla barbarie della "durso" e dalla fede in una nuova Maria, che su mandato di vili Padroni che non hanno mai indossato né maschere né mascherine e che non dovranno sfuggire al riconoscimento facciale di prossima implementazione data la perenne cecità dei loro followers, tra un Grande Caino VIP e l'altro, hanno atomizzato la nostra società in milioni di nemici appariscenti e adulti adolescenti che si spacciano per "Amici " di tutti, fuorché di sé stessi.
A questo punto, per paradosso, così come fu nel '900, solo la Guerra potrà far crollare gli idoli più marci del nostro tempo (l'ONU, la NATO, l'UE; l'UK, lo Stato costruito sulla Palestina, la Repubblica italiana, etc), che a ben guardare sono proprio le anticaglie del secolo scorso. Ciò porterà quindi alla nostra liberazione? No, solo ad un nuovo giro di boa. Siamo dentro la Natura nonché nella Storia con la loro eterna dialettica "preda-predatore", non dentro un parco divertimenti. E' per questo motivo che P. Dick scrisse nel suo ultimo e incredibile romanzo "Il fine della Storia è trovare una via d'uscita" (Valis, 1981).